Rumore di tacchi sulle logore piastrelle, come tante piccole fucilate sparate dal più minuscolo dei cecchini, magari in una guerra tra formiche ben armate...
Il profumo entrò prima della bionda, ma entrambi lo fecero con una sicurezza che rasentava la violenza, spostando l'aria stantia come se quelle molecole ammuffite fossero un affronto imperdonabile all'abitino verde "mattino perduto", al trucco steso con mano sapiente e perfino beffarda, agli occhi che non solo leggevano fino all'anima, bensì la scartavano per la pessima trama...
La struttura di quell'apparizione rispondeva diligentemente ai canoni della nostra misera ed infelice razza, da questo punto di vista non erano rilevabili sorprese di alcun tipo, se non che la combinazione delle parti anatomiche era la malinconia delle estati dimenticate, il ricordo di un amico perso per strada, il desiderio lasciato ad essiccare fino alla sua completa sparizione sotto il sole degli anni che bruciavano le speranze e le forze.
Peter Trust era un esperto di donne: molte di loro l'avevano educatamente rifiutato, altre l'avevano fatto usando pugni o diversi corpi contundenti e qualcuna - invero una misera percentuale - si era sforzata di cercare amicizia in quel grumo di complessi irrisolti, per arrivare alla naturale conclusione di un addio rancido e scontato.
Sì, le donne non erano un mistero per lui, erano una pugnalata nei reni, tutto qua.
Bionda esaminò la seggiola destinata ai clienti e decise di restare in piedi, fissando le braci azzurre dei suoi occhi sul padrone di casa: <<Siete Peter Trust, il detective?>>
Dopo tre grugniti, un espressivo colpo di tosse e una sorta di starnuto abortito, il grande segugio riuscì a replicare: <<Se non lo fossi potrebbero accusarmi di violazione di domicilio, eh! Eh! Eh!>>
La battuta sortì l'effetto di una pantegana lasciata a macerare al centro di una torta nuziale: disgusto, raccapriccio e anche un poco di rabbia (quella non guasta mai).
L'ufficio ad angolo
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giovedì 15 giugno 2017
sabato 3 giugno 2017
Da qualche parte bisogna pur cominciare...
Il lamento del traffico sulla Prott Avenue saliva fino all'ufficio, arrampicandosi per otto piani di triste arenaria, filtrando attraverso vetri opachi di sporcizia e lottando per imporsi sul ronzìo del ventilatore a soffitto.
Peter Trust era nato e cresciuto in città, avvertiva a malapena quella sinfonia di motori e clacson, soprattutto da quando aveva spalancato la gabbia dei pensieri tetri e continuava a chiedersi se non si fosse ficcato nel peggiore pasticcio della sua vita, quei percorsi senza ritorno che ti portano allegramente verso la discarica esistenziale, luogo che - per quanto lo riguardava - era fin troppo reale.
Appoggiò i piedi sulla traballante scrivania, dicendosi che tanto valeva assumere le pose giuste, recitare al meglio il ruolo che si era scelto tra mille professioni deludenti e squallide.
Investigatore privato.
Sbirro a pagamento.
Segugio mercenario.
Raffinato disoccupato candidato all'ospizio per poveri, magari quello in fondo alla 102°, accogliente come una colica renale.
No... aveva vagliato tutte le opzioni, persino il collaudatore di lassativi per la farmacia dello zio paterno, ogni decisione aveva lati negativi così imponenti da far impallidire la Grande Muraglia. Dopo aver preso a calci la sua precedente professione, quell'ufficio era la naturale evoluzione al termine di anni turbolenti, azioni sconsiderate e sfortuna abissale.
"Eccoci qui... affitto pagato per i prossimi due mesi, arredamento passabile..." tutta roba già presente nei locali ammuffiti e sfuggita alla legittima rottamazione "adesso devo solo aspettare che la pubblicità faccia il suo dannato dovere!"
Un bell'annuncio sul Moon News, roba di classe, addirittura con un disegnino, opera di un vecchio amico artista e quel bastardo sapeva usare le matite, tra una bottiglia e l'altra!
Fissò una blatta arrogante che zampettava tra le crepe del muro: insetto sfrontato e supponente, pareva quasi prenderlo in giro con quelle stupide antennine che...
Qualcuno bussò alla porta a vetri...
"Che cavolo...?"
Tecnicamente avrebbe dovuto esserci una segretaria minigonnata che, deposto brevemente lo smalto per unghie, si sarebbe incaricata di far accedere il potenziale cliente, ma per il momento l'Agenzia Investigativa Trust era sotto organico, sotto quanto potrebbe esserlo il primo girone dell'inferno!
<<Avanti!>>
Voce troppo rauca, salivazione assente... si schiarì dolorosamente la gola e riprovò: <<Avanti!>>
La porta si aprì e se pensate ad un cigolìo... be', perché non accontentarvi con l'ennesimo stereotipo?
Alla prossima per sapere chi varcò la soglia dell'ufficio ad angolo!
Peter Trust era nato e cresciuto in città, avvertiva a malapena quella sinfonia di motori e clacson, soprattutto da quando aveva spalancato la gabbia dei pensieri tetri e continuava a chiedersi se non si fosse ficcato nel peggiore pasticcio della sua vita, quei percorsi senza ritorno che ti portano allegramente verso la discarica esistenziale, luogo che - per quanto lo riguardava - era fin troppo reale.
Appoggiò i piedi sulla traballante scrivania, dicendosi che tanto valeva assumere le pose giuste, recitare al meglio il ruolo che si era scelto tra mille professioni deludenti e squallide.
Investigatore privato.
Sbirro a pagamento.
Segugio mercenario.
Raffinato disoccupato candidato all'ospizio per poveri, magari quello in fondo alla 102°, accogliente come una colica renale.
No... aveva vagliato tutte le opzioni, persino il collaudatore di lassativi per la farmacia dello zio paterno, ogni decisione aveva lati negativi così imponenti da far impallidire la Grande Muraglia. Dopo aver preso a calci la sua precedente professione, quell'ufficio era la naturale evoluzione al termine di anni turbolenti, azioni sconsiderate e sfortuna abissale.
"Eccoci qui... affitto pagato per i prossimi due mesi, arredamento passabile..." tutta roba già presente nei locali ammuffiti e sfuggita alla legittima rottamazione "adesso devo solo aspettare che la pubblicità faccia il suo dannato dovere!"
Un bell'annuncio sul Moon News, roba di classe, addirittura con un disegnino, opera di un vecchio amico artista e quel bastardo sapeva usare le matite, tra una bottiglia e l'altra!
Fissò una blatta arrogante che zampettava tra le crepe del muro: insetto sfrontato e supponente, pareva quasi prenderlo in giro con quelle stupide antennine che...
Qualcuno bussò alla porta a vetri...
"Che cavolo...?"
Tecnicamente avrebbe dovuto esserci una segretaria minigonnata che, deposto brevemente lo smalto per unghie, si sarebbe incaricata di far accedere il potenziale cliente, ma per il momento l'Agenzia Investigativa Trust era sotto organico, sotto quanto potrebbe esserlo il primo girone dell'inferno!
<<Avanti!>>
Voce troppo rauca, salivazione assente... si schiarì dolorosamente la gola e riprovò: <<Avanti!>>
La porta si aprì e se pensate ad un cigolìo... be', perché non accontentarvi con l'ennesimo stereotipo?
Alla prossima per sapere chi varcò la soglia dell'ufficio ad angolo!
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